La Predera di Brenno Useria e della zona

La serata sulla predera di Brenno Useria e le predere della zona, di Piamo, di Viggiù, di Saltrio e di Arzo ha riscontratto il tutto esaurito. La sala della SOMS di Brenno Useria ha cominciato riempirsi sin dalle 20:30 per riscontrare subito dopo il pienone. La serata è iniziata con il saluti del presidente delle cooperativa Acli, Alberto Brusa Pasquè, poi ha dato spazio a Carlo Cavalli, il quale ci ha deliziati con aneddoti sulle "prede" (sassi) della zona. Da qui la serata è entrata nel vivo con l'intervento di Ilario Trabucchi che ci ha fatto rivivere i momenti salienti della predera di Brenno Useria, subito dopo il momento delle predere di Viggiù con i racconti di Beppe Galli; tra i racconti degli esperti, immagini proiettate sul maxischermo accompagnavano le narrazioni. La Predera Brenno Useria La parola ha passato il confine con la narrazione e la spiegazione del lavoro nella cava di Arzo, grazie all'intervento di Aldo Allio. A corredo della descrizione delle cave, Marta Ziggiotti ha preso la parola interpretando una ballata dell'Ermanno Abbiati sul tema della Predera di Brenno Useria. IPicasass Finita la prima parte dell'incontro hanno preso la parola gli ospiti rileggendo il tema della serata sotto la loro professione: Il geologo Gianbattista Fidanza ci ha illustrato la storia della nostra terra dal punto di vista geologico e leggendoci, con parole semplici, i tipi di pietra estratti nelle nostre predere. L'architetto alberto Marchi, ci ha dato la lettura dal punto di conservazione dell'UNESCO; perché l'Unesco ha deciso di inserire il monte San Giorgio nell'elenco dei siti protetti come patrimonio dell'umanità? Perché la nostra terra, perchè le nostre pietre sono cos'ì particolari e uniche da meritarsi questo riconoscimento? In fine il paleontologo Sergio Pezzoli ci ha fatto rivivere le sue emozioni maturate in anni di scavi alla ricerca di presenze fossili nel nostro territorio.