LA MUSICA SACRA E LITURGICA

Giovedì 18 marzo, presso il teatro parrocchiale di Arcisate, si è svolto il terzo appuntamento con la grande musica, organizzata dalla cooperativa A.C.L.I. e dal gruppo culturale La Fornace, in collaborazione con l’associazione ImmaginArte. Questa serata, che vede come relatore il maestro Alessandro Maria Carnelli, ci introduce alla musica sacra e liturgica e serve da preparazione al concerto che si svolgerà venerdì 26 marzo nella Chiesa di San Vittore, sempre ad Arcisate; si ricorda che questi eventi sono patrocinati dalla regione Lombardia e dalla Provincia di Varese.

  Come nella precedente conferenza, si sono ascoltati brani di vari compositori, in epoche diverse con da sfondo immagini di quadri e affreschi incentrati sulla passione di Gesù.  
  Il maestro Alessandro Maria Carnelli
  Da dove nasce questo genere musicale e come si è sviluppato fino ad arrivare ai giorni nostri? Il maestro Carnelli ci conduce in questo affascinante viaggio. In principio, le musiche sacre venivano composte su commissione, come quadri, affreschi e sculture: il mecenatismo era molto diffuso e i compositori venivano chiamati a comporre per il periodo della quaresima, quindi serviva tutta la sensibilità ed esperienza del maestro per riuscire a trasmettere il messaggio sacro attraverso la musica; come esempio abbiamo ascoltato il Stabat Mater di Pergolesi, dove tutto viene incentrato attorno alla figura sofferente della madre di Gesù. Con il passare degli anni, il fenomeno del mecenatismo scompare e vengono utilizzate musiche del passato, settecento e ottocento, quindi la musica sacra diventa una necessità intima del compositore, due casi su tutti, lo Stabat Mater di Poulenc, scritto per un amico e il Requiem di Verdi, scritto e dedicato all’amico Manzoni agli inizi del novecento. Un altro motivo per il quale nel passato si aveva un maggior fiorire di componimenti di musica sacra era dovuto al fatto che durante il periodo di quaresima, il teatro d’opera, profano, non si poteva celebrare; quindi gli stessi musicisti e cantanti, realizzavano questo genere di musica da Oratorio, negli stessi teatri, ma senza coreografia e con la presenza di soli musicisti e cantanti, e come esempio abbiamo ascoltato il Messiah di Händel, che ripercorre tutta la vita di Gesù Cristo. Ora la musica sacra non viene più commissionata, ma viene utilizzata quella del settecento e ottocento, rispetto a quella del novecento, e generalmente e cantata in latino, ed in alcuni casi in tedesco, dal protestantesimo di Lutero. Questo ci porta al concerto di venerdì 26 marzo, nella Chiesa di Arcisate,  con la partecipazione dell’ensemble de I musici estensi, sulle Ultime sette parole di Cristo sulla Croce, di Franz Joseph Haydn del 1787.