LA DIVINA COMMEDIA I

e l’inferno dantesco

 

Venerdì 30 aprile , presso il salone dell’Acli di Arcisate, inizia il percorso letterario organizzato dal “gruppo culturale la fornace” e dalla “Cooperativa Acli”; percorso sviluppato in tre serate d’introduzione e approfondimento della Divina Commedia di Dante Alighieri con una quarta conclusiva serata di lettura di alcuni canti dell’inferno.  

Dante Alighieri - profilo

    Nella prima serata, intitolata “Introduzione alla Divina Commedia”, il dottor Davide Fumagalli ci introduce all’opera partendo dal suo percorso spirituale, e cioè la sua opera precedente, Vita Nova, una vicenda mistica giovanile, dove viene sviluppato il tema del percorso dell’anima,; quest’opera tratta il rapporto tra Dante e Beatrice, dove in un primo momento lei le concede il saluto, poi lo nega, però Dante può cantarne le lodi, ed infine muore, ed allora lui ha un rapporto superiore con la sua anima. Proseguendo la serata, si è parlato del titolo originale: “Commedia” , della struttura metrica del poema e dalla non uniformità di stile, che ne hanno fatto un opera unica. Infine ci siamo soffermati sull’interpretazione: letterale, allegorica, morale e figurale, analizzando che parole come “selva oscura”, per l’uomo medievale rappresentava la vita peccaminosa e che molti concetti, come la visione dell’inferno e del paradiso, non erano nuovi. Infine si è parlato della rivalutazione dell’opera nell’ottocento; infatti nel periodo classico, quest’opera non essendo classificabile negli standard dell’epoca, era stata trascurata, dove invece, rivalutando il volgare, era riuscita a raggiungere un ampio pubblico.