Denise Misseri in concerto

Solitamente cos’è un concerto di musica: una rigida scaletta, una serie di canzoni note, una folla di ragazzini che saltella in prima fila, persone che ascoltano e riascoltano nelle radio e sui CD le canzoni fino a conoscerne ogni minima sfumatura per poi a volte rimanere un po’ deluse dalla non perfezione vocale del concerto, dimenticando l’attimo della sorpresa, del primo ascolto. Ed invece questo è proprio il bello della musica, il primo ascolto, quello del piace o non piace: il primo ascolto è magico, una canzone la si potrà apprezzare col tempo, ma il primo ascolto è qualcosa di unico e raro. Così venerdì 20 maggio, non siamo rimasti impassibili ad una serie di canzoni, siamo stati coinvolti ad apprezzare la musica, ad apprezzarne le parole, ad apprezzarne la poesia; si inizia così, dopo un’introduzione di musica e poesia con la canzone “Bambola di Ceramica”, per poi passare ad “Entanglement”, che richiama il fenomeno quantistico nella non-separabilità di due particelle che si allontanano rivisto in chiave romantica, per poi andare in crescendo con “Vertigo” e “Protesta”, dove un po’ tutti ci ritroviamo, in questo mondo che facciamo fatica a riconoscere come nostro. Da qui uno stacco importante, la poesia, la poesia illustre: qui Denise trasforma i brani di Mari Luzi, Emily Dickinson e Guillarme Apollinaire in splendide canzoni, come “Natura”, “Heart” in lingua inglese e “Pont Mirabeau” in lingua francese, che esaltano ancora una volta le sue doti di poliedricità.

Denise Misseri e Moreno Antonetti

Si continua con “Strange fruit” e “My doll” per arrivare alla profonda “Purple blue”, dove la musica si fonde coi dipinti di Andrea Scacciotti www.alteregogallery.com che fanno da contorno, per poi concludere con due brani cantautorali come “Insonnia” e “L’attimo” intervallati da “White Walls”.

Denise Misseri e i dipinti di Andrea Scacciotti

Denise non ci ha entusiasmato solo per la sua splendida voce: ha interpretato i suoi brani suonando con maestria il piano, duettando col batterista Moreno Antonetti, che per l’occasione ha accompagnato l’artista suonando i bonghi e creando un’atmosfera  etnico-melodica e c’è stato pure lo spazio per un duetto piano-chitarra con Giuseppe Pergola, chitarrista dei Reverse per i brani “Io vado via” e “One of us”.

Denise Misseri e Giuseppe Pergola

Conclusione con il consueto bis invocato a gran voce dal pubblico e complimenti finali per una performance artistica diversa dai canoni abituali che ha stupito e che ha lasciato un senso di pace e di armonia in questo mondo che un po’ l’ha persa. Ringraziamenti finali alla parrocchia di Arcisate che ha messo a disposizione il teatro e a chi ha lavorato con impegno per la preparazione della serata.