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Cultura ad Arcisate: Gruppo Culturale di Arcisate e Cooperativa Acli organizzano ad Arcisate serate culturali, concorsi, concerti, spettacoli teatrali e tutto ciò che riguarda la cultura…
Nella serata di venerdì 3 dicembre, presso il salone dell’Acli di Arcisate, si torna a parlare della Luna, ma se nella serata del 6 gennaio, l’attenzione era rivolta a coloro che calpestarono per la prima volta il suo suolo, questa volta il protagonista è il nostro satellite naturale.
A presentare la serata è la dottoressa Giuditta Galli, laureata in geologia, da 18 anni associata alla Cittadella di Scienze della Natura di Campo dei Fiori , dove ricopre mansioni di responsabilità e si occupa di divulgazioni scientifiche, con serate, conferenze e corsi di astronomia; inoltre si è specializzata all’Osservatorio Astronomico del Campo dei Fiori nella fotografia naturalistica e allo studio e all’osservazione della Luna.
Un primo doveroso ricordo va al compianto professor Salvatore Furia, esperto senologo e naturalista che ha trasmesso queste grandi passioni a tutti quelli che l’hanno conosciuto: nel lontano 1953 collabora per otto anni allo studio del suolo lunare presso l’accademia di Brera a Milano e nel 1956 fonda la società Astronomica G.V.Schiapparelli e successivamente il Centro Geofisico Prealpino ed è promotore del Parco Naturale del Campo dei Fiori; indimenticabile voce del Gazzettino padano ha ottenuto molte onorificenze tra cui la medaglia d’oro del presidente della repubblica. Per info www.astrogeo.va.it

La serata prosegue dalla preistoria: l’uomo fin dall’antichità è rimasto sempre affascinato da questo corpo celeste e l’ha utilizzato per calcolare il tempo trascorso: esempi sono l’osso di Blanchard, del 30.000 a.c. dove erano incise tre fasi complete della luna o sempre nel paleolitico la Venere di Laussel o il Cervo di Lascaux dove erano impressi tredici segni per indicare l’anno lunare.
 Osso di Blanchard
 Venere di Laussel
La luna però veniva anche adorata come una dea immortale che ogni sera rinasceva ed a cui venivano affiancati nomi diversi per ogni civiltà, come Astarte, Cerere o Iside e successivamente venivano attribuiti alla sua influenza altre divinità, come Selene, Ecate, Artemide e Cibele.
Dal 1200 la luna iniziò ad essere fonte d’ispirazione per scrittori e poeti, come nel “Cantico delle Creature” di San Francesco e nel primo cielo del paradiso di Dante,successivamente divenne fonte d’ispirazione per i poeti, come nel “canto notturno di un pastore errante dell’Asia” di Leopardi o nella letteratura, ricordando i romanzi di Julies Verne coi romanzi “Dalla terra alla luna” e “Attorno alla luna” del fine ottocento.

I primi studi sulla luna furono effettuati dai babilonesi, che scoprirono che l’eclissi di luna si presentava ciclicamente ogni 18 anni, poi i primi studi approfonditi si ebbero con gli schizzi di Leonardo da Vinci (codice Hammer), ma solo con Galileo Galilei, nel 1609 si gettarono le basi dell’astronomia: infatti egli scoprì, con un cannocchiale da lui inventato, che la superficie lunare non era liscia e perfetta, ma presentava avvallamenti e montagne, crateri e mari.
 Leonardo da Vinci - studi sulla Luna
 Galileo Galilei - disegni della Luna
Poi con l’avvento dell’astrofotografia, grazie a Daguerre e Draper, si ebbero le prime fotografie, sempre più dettagliate, che mostrarono le distese di lava, i crateri, le catene montuose della faccia della luna che si presenta alla terra.
 Henry Draper 1863
Ma solo nel 1959 con la prima sonda lunare russa Lunik si riuscì a fotografare anche l’altra faccia della luna che, essendo identica la rotazione della terra sul suo asse con quella della luna attorno alla terra, l’uomo fino ad allora non aveva mai visto, fantasticando su quello che avrebbe trovato aldilà e sì scoprì così la presenza di molti più crateri, che mari. Successivamente questa corsa alla luna portò una cinquantina di sonde lunari inviate dalla terra, culminate con il primo equipaggio americano allunato nel 20 luglio 1969, seguito da altre sei spedizioni.
 la sonda Lunik 1
Le ultime sonde inviate hanno fornito un’analisi dettagliata delle altitudini e della composizione del suolo, ma le ricerche di un’eventuale scoperta d’acqua o di materiali di consumo sono state disattese e unito al crescente interesse americano per Marte e l’ipotesi archiviata di creare una colonia abitativa permanente, ha fatto perdere un po’ d’interesse verso il nostro satellite.
 La sonda Clementine - 1998
Per concludere la Luna dall’antichità ai giorni nostri ha sempre influenzato le nostre vite più di quanto ce ne rendiamo conto: detti come “avere la luna storta” o “essere lunatici” sono diventati di uso comune e legati al nostro satellite che da piccoli, con il dito verso il cielo, cercavamo di toccare…
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La Luna: tra scienza e mito
Venerdì 3 dicembre dedicheremo una serata al “La Luna: tra scienza e mito”; la dottoressa Giuditta Galli, laureata in geologia e associata alla Cittadella di Scienze della Natura di Campo dei Fiori, ci porterà in un affascinante viaggio sull’osservazione della luna, dalla preistoria alla concezione mitologica greca e romana, dal telescopio di Galileo Galilei alla fonte di ispirazione per scrittori e poeti, dall’allunaggio ai giorni nostri, ricordando il professore Salvatore Furia, fondatore del centro geofisico prealpino e dell’Osservatorio Astronomico G. V. Schiaparelli , che studiò per 12 anni a Brera l’evoluzione del suolo lunare.
 La locandina dell'evento
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E LA LUNA BUSSO’
Riflessioni e immagini di uno sbarco molto discusso
La cooperativa Acli ed il gruppo culturale La Fornace, organizzano per il 40imo dello sbarco sulla Luna, un’interessante serata presso il salone dell’Acli di Arcisate con tema la Luna, con immagini, considerazioni e teorie negazioniste.
20 Luglio 1969. L’uomo sbarca sulla Luna, una data che ha cambiato la storia, che ci ha spinto dentro un sogno che sembrava irrealizzabile, l’uomo ha messo piede su un altro corpo celeste.
Inizia così la serata di venerdì 22 gennaio, dove Nicola Antonello ci presenta gli astronauti che ci guideranno in questa missione: fare luce sullo sbarco dell’uomo sulla luna. Mario Cecchetti, Carlo Giani e Carlo Cavalli.
La visione dell’edizione speciale della Rai, ci fa rivivere, un po’ con un groppo al cuore, un po’ con divertimento la telecronaca diretta dello sbarco sulla Luna, da parte dell’equipaggio dell’Apollo 11, con le incertezze sul collegamento, dovute all’eccitazione, che fanno ancora oggi sorridere.

Prendendo spunto da questo, Mario Cecchetti, ci racconta tutto ciò che è la luna, dagli aforismi ai modi di dire, dagli scrittori che ne hanno carpito le sensazioni, ai poeti che ne hanno cantato le lodi, raccontato la visione celeste di quell’oggetto, a noi tanto caro fin dai tempi dell’antichità, così lontano, eppure così vicino, al punto di permetterci di fare il primo passo assieme a Neil Armstrong.
Proseguendo con la serata, Marco Moretto ci legge un racconto di Gualtiero.
Da qui si prova a spiegare l’altra faccia della medaglia, che col passare degli anni ha acquistato sempre più prove, la teoria negazionista, illustrata da Carlo Giani; basata su libri scritti da Bill Kaysing e Philippe Lheureux, dove si mette un discussione che l’uomo sulla luna non ci sia mai sbarcato, ma sarebbe tutto il frutto di una messa in scena cinematografica.
Dapprima sono le foto realizzate, costellate da molti errori, tra i quali diverse angolazioni di luce, strani riflessi e da una qualità eccellente, quasi inconcepibile pensando alle temperature proibitive, sia di caldo che di freddo, per le macchine fotografiche dell’epoca. Tesi dove la stessa Nasa fa trapelare che qualche correzione ci sarebbe stata, forse per la non riuscita delle foto.

Poi la totale assenza da parte degli Stati Uniti di commemorazione, per un evento così importante e un mistero anche sull’atterraggio in pieno oceano della navicella di ritorno dalla luna, per la strana quarantena degli astronauti sbarcati sulla terra, i quali non hanno mai rilasciato dichiarazioni, 3 interviste ad Armstrong dal 1969 ad oggi.
Infine uno sguardo alla tecnologia che ha portato l’uomo sulla luna, sviluppata in poco meno di tre anni, quasi impensabile con la tecnologia avanzatissima di oggi, si sia portato a termine questa missione con i mezzi dell’epoca, considerando che la prima calcolatrice portatile, dal peso di 1 Kg, fu inventata nel 1972.
Dopo questa illustrazione teorica, con le immagini della luna e dello sbarco degli astronauti; c’è uno stacco musicale, con da sfondo una poesia di Giacomo Leopardi:
“Che fai tu, luna, in ciel ? dimmi, che fai,
Silenziosa luna ?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli ?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli ?”
Per concludere una serata, una realizzazione ad opera di Carlo Cavalli, una serie di immagini dal deserto del Kusei, alle terre desertiche dell’Islanda, dove si dice che si siano realizzati le foto e i filmato dello sbarco. Foto prima a colori e poi in bianco e nero creare un misto di asmosfera, conclusa con la poesia di Salvatore Quasimodo: Alla Nuova Luna.
In principio Dio creò il cielo
e la terra, poi nel suo giorno
esatto mise i luminari in cielo
e al settimo giorno si riposò
Dopo miliardi di anni l’uomo,
fatto a sua immagine e somiglianza,
senza mai riposare, con la sua
intelligenza laica,
senza timore, nel cielo sereno
d’una notte d’ottobre,
mise altri luminari uguali
a quelli che giravano
dalla creazione del mondo. Amen.
Nelle considerazioni finali, qualunque sia la verità, che l’uomo sia o non sia andato sulla luna, resta il fatto che all’epoca di fu una grande spinta emotiva, un’aria nuova e un po’ tutti si sono sentiti euforici di fronte a questa impresa. Il recente taglio di finanziamenti del presidente Obama al progetto Costellation poi, rimanda un po’ più il là quel progetto di colonizzazione dell’uomo nei confronti dell’universo. I sogni nel cassetto quindi, possono rimanere ben conservati e per nulla scalfiti nella memoria…
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