mag 22

IL CONCERTO di DENISE

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Solitamente cos’è un concerto di musica: una rigida scaletta, una serie di canzoni note, una folla di ragazzini che saltella in prima fila, persone che ascoltano e riascoltano nelle radio e sui CD le canzoni fino a conoscerne ogni minima sfumatura per poi a volte rimanere un po’ deluse dalla non perfezione vocale del concerto, dimenticando l’attimo della sorpresa, del primo ascolto. Ed invece questo è proprio il bello della musica, il primo ascolto, quello del piace o non piace: il primo ascolto è magico, una canzone la si potrà apprezzare col tempo, ma il primo ascolto è qualcosa di unico e raro.

Così venerdì 20 maggio, non siamo rimasti impassibili ad una serie di canzoni, siamo stati coinvolti ad apprezzare la musica, ad apprezzarne le parole, ad apprezzarne la poesia; si inizia così, dopo un’introduzione di musica e poesia con la canzone “Bambola di Ceramica”, per poi passare ad “Entanglement”, che richiama il fenomeno quantistico nella non-separabilità di due particelle che si allontanano rivisto in chiave romantica, per poi andare in crescendo con “Vertigo” e “Protesta”, dove un po’ tutti ci ritroviamo, in questo mondo che facciamo fatica a riconoscere come nostro. Da qui uno stacco importante, la poesia, la poesia illustre: qui Denise trasforma i brani di Mari Luzi, Emily Dickinson e Guillarme Apollinaire in splendide canzoni, come “Natura”, “Heart” in lingua inglese e “Pont Mirabeau” in lingua francese, che esaltano ancora una volta le sue doti di poliedricità.

Denise Misseri e Moreno Antonetti

Si continua con “Strange fruit” e “My doll” per arrivare alla profonda “Purple blue”, dove la musica si fonde coi dipinti di Andrea Scacciotti [www.alteregogallery.com]che fanno da contorno, per poi concludere con due brani cantautorali come “Insonnia” e “L’attimo” intervallati da “White Walls”.

Denise Misseri e i dipinti di Andrea Scacciotti

Denise non ci ha entusiasmato solo per la sua splendida voce: ha interpretato i suoi brani suonando con maestria il piano, duettando col batterista Moreno Antonetti, che per l’occasione ha accompagnato l’artista suonando i bonghi e creando un’atmosfera  etnico-melodica e c’è stato pure lo spazio per un duetto piano-chitarra con Giuseppe Pergola, chitarrista dei Reverse per i brani “Io vado via” e “One of us”.

Denise Misseri e Giuseppe Pergola

Conclusione con il consueto bis invocato a gran voce dal pubblico e complimenti finali per una performance artistica diversa dai canoni abituali che ha stupito e che ha lasciato un senso di pace e di armonia in questo mondo che un po’ l’ha persa.

Ringraziamenti finali alla parrocchia di Arcisate che ha messo a disposizione il teatro e a chi ha lavorato con impegno per la preparazione della serata.

mag 15

DENISE MISSERI in CONCERTO

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Venerdì 20 maggio, alle ore 21, presso il teatro parrocchiale di Arcisate,
concerto della cantautrice arcisatese Denise Misseri…
Denise suona al piano e canta le sue canzoni. “Che genere di canzoni?” è la domanda spontanea. Sono brani che a stento si lasciano contenere da un’etichetta. La sua ispirazione nasce dal rock, ma nel rock di solito ci sono chitarre distorte, qui no. Nel rock di solito ci sono voci gridate, qui no. C’è intensità, quella sì, magari un po’ di inquietudine, magari un po’ di disagio. Testi che protestano, a volte, contro la crudeltà di un distacco, contro la società corrotta. Ma che a volte contemplano l’incanto di un momento, raccontano la storia di un angelo. È una musica cantautorale, nel senso che chi canta coincide con l’autore. Ma non come nella tradizione cantautorale italiana, dove spesso i testi vogliono prevalere su una musica molto semplice. Qui la musica e la voce hanno un ruolo tanto quanto i testi, nessun elemento vuole prevalere sull’altro. E i testi sono trattati come poesia, al punto che tra i brani ve ne sono tre le cui liriche sono firmate da penne illustri: Mario Luzi, Guillaume Apollinaire, Emily Dickinson, nella bellezza delle loro lingue originali. Che genere è, dunque? Diciamo “voce, pianoforte e poesia”.